La ricostruzione del legamento crociato anteriore è uno degli interventi che eseguo più frequentemente. Nella valutazione a Firenze, parto dalle caratteristiche del ginocchio e dagli obiettivi della persona per costruire un percorso condiviso, dalla scelta del trapianto alla ripresa dello sport.
Come scelgo il trapianto
Valuto lo sport praticato, il livello agonistico e le richieste di salti, contatto e cambi di direzione. Considero inoltre età, corporatura, anatomia, dimensioni e qualità dei tendini, lassità e precedenti interventi. La scelta tra tendini flessori, rotuleo e quadricipitale tiene conto anche del recupero muscolare e dei possibili disturbi nella sede di prelievo.
Il sesso biologico rientra nella valutazione insieme alle caratteristiche anatomiche e funzionali individuali: non determina, da solo, un trapianto obbligato. Discuto benefici e limiti delle opzioni in relazione al profilo del paziente e alle evidenze disponibili. [1] [2]
Approfondisci la scelta del trapianto per il LCA →Menischi, lesioni associate e rinforzo laterale
Integro visita, test di stabilità e risonanza magnetica con la valutazione artroscopica quando si procede all’intervento. Esamino menischi, cartilagine e altri legamenti; quando possibile, privilegio la conservazione del menisco, anche mediante sutura, secondo i principi del consenso ESSKA. [3]
Quando la lesione è riparabile, la sutura permette di preservare il tessuto meniscale e richiede un programma riabilitativo adattato. Approfondisci le tecniche di sutura, i risultati e la riabilitazione nella pagina sulle lesioni meniscali →
Che cos’è la tenodesi laterale secondo Coker-Arnold
La tenodesi extra-articolare laterale è un rinforzo realizzato sul lato esterno del ginocchio, al di fuori dell’articolazione. Affianca la ricostruzione del LCA per aiutare a controllare l’eccessiva rotazione della tibia rispetto al femore e il fenomeno del “pivot shift”, cioè il cedimento rotatorio che può comparire nei cambi di direzione.
Quando indicata, utilizzo la tecnica Coker-Arnold, una modifica della procedura di MacIntosh. Si impiega una striscia della bandelletta ileotibiale, la robusta fascia che corre lungo la parte esterna della coscia, mantenendone l’inserzione sulla tibia. La striscia viene fatta passare sotto il legamento collaterale laterale e ripiegata e suturata su sé stessa: si crea così un rinforzo con tessuto del paziente.
Valuto questa procedura in presenza di marcata instabilità rotatoria, lassità o richieste sportive ad alto rischio. L’obiettivo è contribuire alla stabilità durante torsioni e cambi di direzione e proteggere la ricostruzione; l’indicazione è individuale e non riguarda tutti i pazienti. Sono disponibili studi clinici specifici sulla modifica Arnold-Coker. [6]
Lo studio STABILITY sostiene l’aggiunta di una tenodesi laterale in giovani selezionati ad alto rischio sottoposti a ricostruzione con tendini flessori; questi risultati riguardano la tecnica studiata e non costituiscono un confronto diretto tra tutte le varianti di tenodesi. [4]
L’obiettivo: tornare al livello precedente all’infortunio
Condivido con il paziente l’obiettivo di recuperare il livello sportivo precedente all’infortunio, senza promettere un risultato o una scadenza uguale per tutti. Il percorso distingue ripresa dell’allenamento, ritorno allo sport e recupero della prestazione.
La decisione considera stabilità, forza, controllo del movimento, test funzionali, fiducia nel ginocchio e richieste dello sport, insieme alla guarigione biologica e alle eventuali lesioni associate. Il consenso Panther pubblicato nel Journal of ISAKOS raccomanda una decisione multidisciplinare basata su criteri, non soltanto sul tempo trascorso. [5]
Collaborazione con i fisioterapisti
Offro la massima disponibilità al confronto con il fisioterapista che segue il paziente. Collaboro con professionisti distribuiti sul territorio per rendere il percorso più accessibile e facilitare la continuità e l’aderenza alla riabilitazione.
Condividiamo indicazioni chirurgiche, eventuali precauzioni legate alle procedure associate, progressi e difficoltà. I controlli servono anche ad aggiornare insieme gli obiettivi e la progressione degli esercizi.
Nel mio percorso sono previsti questi appuntamenti, adattabili all’evoluzione clinica e alle procedure associate.
In base ai risultati, il percorso può proseguire con ulteriore riabilitazione e rivalutazioni.