Trattamento conservativo
È indicato in molte lesioni degenerative e in alcune lesioni traumatiche stabili, quando non sono presenti blocchi o instabilità del frammento.
Controllo dei sintomi · recupero del movimento · forza · rivalutazioneChirurgia artroscopica del ginocchio
I menischi distribuiscono i carichi, assorbono gli urti e contribuiscono alla stabilità del ginocchio. Quando possibile, il trattamento mira a conservarne la maggiore quantità funzionale.
Preservazione meniscale
La sutura mira a favorire la guarigione della lesione conservando tessuto meniscale. La possibilità di riparazione dipende da sede, forma e qualità della lesione, vascolarizzazione, tempo trascorso dal trauma, stabilità del ginocchio e caratteristiche del paziente.
Sintomi e diagnosi
Visita e lettura diretta delle immagini servono a stabilire se la lesione osservata è realmente responsabile dei sintomi.
Meniscectomia selettiva
Quando una lesione non può essere suturata, il basket artroscopico permette di asportare il piccolo frammento mobile e non funzionale del bordo libero. L’obiettivo non è rimuovere il menisco, ma regolarizzare la zona danneggiata conservando tutto il tessuto stabile possibile.

Sutura meniscale
La sutura riavvicina e stabilizza i margini della lesione per favorirne la guarigione. Scelgo la tecnica in base a sede, forma ed estensione della rottura, qualità del tessuto e accessibilità della zona da riparare. Le tecniche possono essere combinate nella stessa riparazione.
Dispositivi monouso dedicati
La riparazione viene eseguita dall’interno dell’articolazione attraverso gli accessi artroscopici. Dispositivi monouso dedicati permettono di posizionare piccoli elementi di fissazione collegati da un filo di sutura, che viene tensionato per riavvicinare i margini della lesione.

Da dentro a fuori
Gli aghi portano i fili dall’interno dell’articolazione verso l’esterno, attraversando menisco e capsula. Una piccola incisione accessoria permette di recuperarli e annodarli sulla capsula, proteggendo le strutture vicine. La tecnica consente di posizionare più punti secondo la forma della lesione.

Illustrazioni didattiche generate con IA: anatomia e dispositivi sono semplificati; non rappresentano tutte le varianti tecniche.
Altre possibilità. La tecnica outside-in prevede il passaggio degli aghi dall’esterno verso l’interno ed è utile soprattutto per lesioni anteriori. Per alcune lesioni delle radici si possono utilizzare tecniche transossee. La scelta è individuale.
Un tasso di successo di circa il 75% può essere un riferimento orientativo, da precisare in base alla lesione e a come viene valutato il risultato. Una metanalisi di suture associate alla ricostruzione del LCA ha rilevato una guarigione completa nel 78% dei casi valutati con una seconda artroscopia, con risultati differenti tra le zone vascolarizzate del menisco. Non è una percentuale valida per ogni paziente né un dato della mia casistica personale. [7]
La probabilità di guarigione dipende da sede e tipo di rottura, vascolarizzazione, qualità del tessuto e stabilità del ginocchio. Anche la durata del controllo e la definizione di successo contano: guarigione anatomica, miglioramento dei sintomi e assenza di un nuovo intervento sono esiti diversi.
Il menisco suturato necessita di tempo e protezione per guarire. Rispetto alla sola ricostruzione del LCA, la riparazione può richiedere modifiche temporanee al carico, all’uso delle stampelle, alla flessione consentita e alla progressione degli esercizi. Flessioni profonde sotto carico, torsioni e attività d’impatto vengono reintrodotte secondo indicazione clinica.
Non tutte le suture richiedono le stesse limitazioni: condivido con il fisioterapista il tipo di lesione e la riparazione effettuata, adattando il programma ai tempi biologici e ai progressi funzionali, secondo i principi del consenso riabilitativo ESSKA-AOSSM-AASPT. [8]
Conservare il menisco significa preservarne il contributo alla distribuzione dei carichi, all’assorbimento delle sollecitazioni e alla stabilità del ginocchio. Quando la lesione è riparabile, questo approccio mira a proteggere la cartilagine e a ridurre il rischio di degenerazione articolare rispetto alla rimozione del tessuto meniscale.
La sutura richiede un percorso iniziale più protetto e può andare incontro a mancata guarigione o a un nuovo intervento; il vantaggio ricercato è conservare funzione e tessuto nel lungo periodo. La protezione non è assoluta e non elimina il rischio di artrosi. Il consenso ESSKA privilegia la preservazione del menisco quando possibile. [3] [9]
Dopo la sutura
Dopo una sutura il recupero è generalmente più prudente rispetto a una meniscectomia selettiva. Carico, tutore e flessione dipendono dal tipo e dalla sede della lesione, dalla stabilità della riparazione e dalle eventuali procedure associate.
Lesioni longitudinali, radiali, delle radici o complesse possono richiedere protocolli differenti. La progressione viene quindi prescritta caso per caso e aggiornata ai controlli postoperatori.
Quando la lesione meniscale è associata a instabilità, leggi anche la pagina sulla lesione del legamento crociato anteriore. Dopo un trauma con sospetta frattura, consulta l’approfondimento sulla frattura del piatto tibiale.
Fonti scientifiche
Queste informazioni non sostituiscono la visita specialistica. La riparabilità viene valutata sulla base del quadro clinico, dell’imaging e dell’aspetto artroscopico.
Valutazione specialistica