Un legamento crociato lesionato con coinvolgimento di un comparto periferico.
Traumatologia ricostruttiva del ginocchio
Lesioni
multilegamentose
Quando sono lesionati almeno due dei principali stabilizzatori del ginocchio, diagnosi e trattamento richiedono esperienza specifica, una lettura completa dell’imaging e una strategia costruita sull’intero quadro traumatico.
Prima priorità
Escludere lesioni vascolari e neurologiche.
Una lussazione del ginocchio può essersi ridotta spontaneamente prima della valutazione. Per questo polsi, perfusione dell’arto, sensibilità e funzione nervosa devono essere controllati con attenzione; quando indicato vengono eseguiti approfondimenti vascolari urgenti.
Inquadramento
Capire quali strutture sono lesionate e quanto sono riparabili.
Visita, radiografie, risonanza magnetica e, nei casi indicati, TC o radiografie sotto stress permettono di definire lesioni legamentose, avulsioni ossee, menischi, cartilagine e asse dell’arto.
Meccanismo e intensità del trauma
Stabilità anteriore, posteriore, mediale, laterale e rotatoria
Sede della rottura: inserzionale, intraligamentosa o avulsione ossea
Condizioni dei tessuti, cute e parti molli
Lesioni meniscali, cartilaginee, tendinee o ossee associate
Classificazione di Schenck
Una mappa del danno legamentoso.
Lesione di entrambi i legamenti crociati, senza lesione completa dei comparti periferici.
Entrambi i crociati associati al comparto mediale.
Entrambi i crociati associati al comparto laterale o posterolaterale.
Coinvolgimento di entrambi i crociati e dei comparti mediale e laterale.
Lesione multilegamentosa associata a frattura periarticolare.
Strategia chirurgica
Riparare, rinforzare o ricostruire.
La scelta non è uguale per tutti i legamenti. Nello stesso ginocchio possono essere combinate tecniche differenti, in un unico intervento o in più tempi.
Riparazione e augmentation
Quando il tessuto è di buona qualità e la lesione è vicina all’inserzione, il legamento può essere reinserito o suturato. Un nastro sintetico ad alta resistenza può affiancare la riparazione come rinforzo interno.
- Conserva il tessuto legamentoso nativo
- Protegge la riparazione nelle prime fasi biologiche
- È indicata soltanto in configurazioni selezionate
Ricostruzione legamentosa
Quando il legamento non è riparabile o presenta una lesione intraligamentosa estesa, viene sostituito con un innesto posizionato secondo i riferimenti anatomici.
- Può interessare LCA, LCP, comparto mediale o posterolaterale
- Richiede pianificazione di tunnel, fissazioni e sequenza di tensionamento
- Può essere eseguita in un tempo unico oppure per fasi
Scelta degli innesti
Tendini propri o provenienti da banca dei tessuti.
Innesti autologhi
Vengono prelevati dal paziente. La scelta deve considerare quanti legamenti ricostruire e la necessità di non indebolire strutture utili alla stabilità o alla riabilitazione.
Innesti da donatore
I tendini provengono da una banca dei tessuti autorizzata e sono sottoposti ai processi di selezione, controllo, conservazione e tracciabilità previsti. Sono particolarmente utili quando servono più innesti, perché riducono i prelievi sul paziente.
La disponibilità e l’idoneità dell’allograft dipendono dalla struttura, dalla banca dei tessuti e dalle caratteristiche del caso. Benefici e limiti vengono discussi prima dell’intervento.
Augmentation sintetica e recupero
Più protezione iniziale, senza forzare i tempi biologici.
Il rinforzo sintetico può aumentare la protezione meccanica della riparazione e, in casi selezionati, consentire una mobilizzazione più sicura e potenzialmente più precoce. Non significa però che ogni fase della riabilitazione possa essere accelerata: menischi, cartilagine, fratture, tendini e qualità dei tessuti possono imporre restrizioni specifiche.
Le prove disponibili sono promettenti ma non ancora definitive. Il programma viene quindi adattato alla stabilità ottenuta, alle strutture trattate e alla risposta clinica, evitando dolore crescente, versamento e perdita di controllo.
Per le lesioni dei singoli crociati consulta le pagine sulla lesione del legamento crociato anteriore e sulla lesione del legamento crociato posteriore. Se al trauma è associata una frattura, trovi l’approfondimento sulla frattura del piatto tibiale su OrtoTrauma.
Fonti scientifiche
Contenuto informativo. Nelle lesioni multilegamentose la strategia deve essere definita individualmente dopo valutazione clinica, vascolo-nervosa e radiologica completa.
Presa in carico